mercoledì 4 gennaio 2012

Non spegnete quella luce!

Oggi doppio aggiornamento, dopo la supposta effervescente torno a raccontarvi quello che mi ero proposto originariamente di pubblicare!

Sono uscito a fare delle spese e mi è capitato di sentire una delle scemenze più grandi in ambito energetico-culinario! Al Mercatone Uno una signora si lamentava con un commesso perché nella sua nuova cucina non era possibile spegnere la luce del forno mentre questo era acceso e questo a suo dire è un inaccettabile spreco di energia mentre con il suo vecchio forno c’era un interruttore apposito.
Ammesso e non concesso che una lampadina da 25W accesa per un paio d’ore o poco più a settimana sia un grande spreco di energia, vogliamo comparare lo stesso dato con quello che accade quando accendiamo il forno? Resistenze tra i 2000 ed i 3000 W che si accendono e bruciatori altrettanto potenti che ardono fanno impallidire quei 25W che diventano trascurabili fluttuazioni di consumo.
Ma non solo, quei 25W in realtà non sono affatto sprecati, concorrono a riscaldare (sia pure impercettibilmente) la muffola del forno quindi non se ne spreca neppure uno e crepi l’avarizia ad avere la lampadina sempre accesa durante la cottura!
Purtroppo però il povero commesso non sapeva come rispondere di fronte a questa simpatica scena che purtroppo non ho potuto assaporare fino in fondo perché la buona educazione mi ha imposto di non intromettermi ma avrei venduto un parente per vedere lo svolgimento completo della faccenda!


Buon appetito con la supposta effervescente!

Bene, ero a pranzo (perché dopo ho smesso) e la televisione ha partorito una delle sue perle più perfette!
La pubblicità per le supposte EVA-Qu: “Mi chiamo Q, Eva-Qu. Perché mi affidano le missioni più difficili? Perché agisco rapidamente! Prova Eva-Q la supposta effervescente che risveglia l’intestino con la delicatezza delle sue bollicine!” il tutto corredato con schema video su come si infila la supposta.
Ebbene, dopo questa perla ho spento la televisione e sono venuto a condividere l’esperienza con il mondo, chi mi capisce scriva all’azienda minacciandoli di usare il loro prodotto mentre LORO stanno pranzando.


giovedì 8 dicembre 2011

La crisi del buonsenso


Se vi domandate dove vanno a finire i soldi dello stato e degli italiani per quel che mi riguarda son finiti tutti su per il camino, in fumo!
Letteralmente bruciati. Ora, vi sto scrivendo dal confort più totale della mia camera da letto con la temperatura oscillante tra 20 e 21°C del riscaldamento centralizzato. Si sta bene anche a star fermi alla scrivania a studiare, se faccio attività di qualche genere ho caldo e tolta la felpa rimango solo con una maglietta. Ho freddo? Rimetto la felpa. Nulla di più semplice.

Siccome non amo rimanere murato vivo in casa spesso e volentieri vado a studiare fuori e siccome la città offre un sacco di possibilità giro per le varie biblioteche ed aule studio.
Sono arrivato alla conclusione che il posto migliore è casa mia, silenziosa e assolutamente confortevole!

Mi son stufato di andare in posti dove la temperatura media è di 26°C o anche più!
Figuratevi che in via Zamboni 32, nella biblioteca di lettere tengono le finestre aperte per dissipare il calore dei termosifoni (tutti rigorosamente senza pomo per chiuderli, appositamente rimosso, nè valvole termostatiche) e nonostante tutto in t-shirt a maniche corte e jeans avevo caldo.
Alla biblioteca Walter Bigiavi, di solito un luogo niente male per studiare fanno peggio: finestre inapribili e ventilconvettori bloccati accesi a 28, si ventotto gradi! Che in agosto tengo il clima ad una temperatura più bassa... me ne sono dovuto andare dopo neppure mezzora che non ne potevo più!
Ma posso continuare ancora: biblioteca di ingegneria Paolo Dore, aria viziata a più non posso per ricambi inesistenti e temperature tropicali.

Va meglio alla biblioteca universitaria dove ci sono "solo" 24°C e tutto sommato si riesce a respirare però per me è scomoda quindi non ci vado spesso.

L'università però non è l'unico posto in cui il riscaldamento sembra essere gratis: anche negli uffici postali non se la passano male, al punto che se devo fare una raccomandata è meglio che non tenga la lettera in mano altrimenti riesco a bagnare la carta col sudore dei polpastrelli nonostante sia uno di quelli che non conosce la parola sudore neppure a luglio, ovviamente questo accade dopo essermi tolto il giubbotto (nota personale: ma come fanno le persone a stare in quei posti con maglioni e cappotti!?!).

Continuo i miei giri per la città esplorando gli uffici comunali: temperature così elevate da poterci coltivare le banane, per fortuna però che l'umidità non sia ancora così alta... anche se il nuovo edificio del comune di Bologna è già stato chiuso quest'estate dopo neppure un anno di attività siccome nell'impianto c'era la legionella... ma questo riguardava la climatizzazione estiva (in inverno mi domando che cosa staranno allevando!)

Altro giro altro spreco: spese in centro! Chi ha stabilito che nei piccoli negozi ci debbano essere temperature degne di una fornace a riverbero?
Poi la gente si stupisce se ha il mal di gola... ma dico, esci con guanti, cappello e soprattutto una sciarpa lunga un chilometro e in questi posti sudi come un cavallo (e non solo perché non ti svesti), poi esci di nuovo e ci sono 5°C sotto zero e con il sudore che ti si congela addosso vai al bar a bere un aperitivo, ovviamente all'aperto riscaldato dai "funghi" o ancor peggio da una miriade di quei fari/stufe elettriche da esterno ormai tanto di moda e ti fai la lampada, fa talmente caldo sotto quei cosi che ti svesti (ma sempre a -5°C rimani): il giorno dopo hai la febbre, ben ti sta!

Infine, mai criticare la temperatura delle case private che come si dice "tra moglie e marito non mettere il dito" ma guai a toccare il termostato che ti spezzano tutte e due le mani!
Non si tratta solo di ragionare per risparmiare ma proprio di benessere per la salute!

La mia proposta è la seguente: eliminare dal mercato tutti i termostati per riscaldamento con temperature superiori ai 22°C (come ho visto in un sacco di termosifoni elettrici in Inghilterra!) e aggiungere un dispositivo elettroshock a tutti gli altri come deterrente per la gente ad eccedere con la temperatura!

mercoledì 16 novembre 2011

Incredibile Anna Maria Cancellieri

  Non ci posso credere, a distanza di tanti mesi hanno finalmente recuperato le fotografie con l'allora Commissaria di Bologna, la simpaticissima Anna Maria Cancellieri ed in occasione della sua nomina  a Ministro dell'interno me le hanno mandate, davvero un'ottima giornata e motivo di grande soddisfazione personale! :)  
Un applauso grandissimo alla strepitosa, intelligente, simpatica Anna Maria Cancellieri!

sabato 15 ottobre 2011

TREKKING

Domani partirò per la mia prima vera giornata di trekking, sono davvero elettrizzato :) Si accettano scommesse: arriverò sano e salvo alla fine della giornata o dovranno raccattarmi col cucchiaino da qualche parte lungo il percorso?!

venerdì 23 settembre 2011

Concorrenza sleale ovvero il piatto della discordia

Sarà mai possibile che un piatto di ricambio per un forno a microonde di una marca merdosa come Samsung possa costare 30€ dal negozio di assistenza ufficiale di Bologna?!
Questi sono scemi forti! Specie considerando che il forno tutto intero costa l'esosa cifra di 59 euri...
Scartabellando su internet ho trovato che il ricambio è disponibile su diversi siti, tra cui eBay a cifre che spaziano da 8,90 a 15 euri, mentre un altro negozio sempre qui a Bologna lo vende a 18 euri. Decisamente più onesto.

Col negozio ufficiale ho chiuso la telefonata dicendo che avrei interpellato un'associazione di consumatori e che avrei comprato un nuovo forno piuttosto che un ricambio da loro per un'altra cacca di prodotto come questo Samsung.
Già mi piaceva pochissimo Samsung come marca ma adesso mi piace ancor di meno! Quando, appena finiti i due anni di garanzia, questo microonde sicuramente si romperà ne comprerò uno di una azienda italiana seria come la SMEG, che è fatto pure in Italia (anche se un microonde SMEG parte da 180 fino a 1200 euri!), oppure Candy o Hotpoint-Ariston che seppure fatti in Taiwan/Cina, offrono la reputazione di marchi famosi del Made in Italy.

Il punto è questo però: ma quanto ci guadagnano sti imbecilli di ricambisti ufficiali se c'è chi vende lo stesso articolo a meno di un terzo del prezzo (e di certo non ci perdono mica!)!? Alla fine ho comprato il piatto di ricambio al negozio fisico che vuole 18 euri, in fondo a dover pagare le spedizioni avrei tirato fuori la stessa cifra e magari il piatto si sarebbe anche rotto per via delle nostre meravigliose poste.
 SCANDALO!

mercoledì 17 agosto 2011

ZEPPOLE!

Siccome è estate (ed è molto fresco ovviamente ;) ), mi son chiesto, come mai non accendere il forno per un po' e preparare qualche squisitezza che mi mantenga in forma?!

Quindi ecco pronte in pochissimo tempo le zeppole, una ricetta veloce, sicuramente sana ma allo stesso tempo buonissima e dalla riuscita assicurata. Così buona che neppure in pasticceria riescono a farle altrettanto goduriose. (SBAV!)


La ricetta è la seguente, noterete che è facilissima e gli ingredienti sono davvero pochi:
per la pasta
200 g di farina 00
250 g acqua
100 g di burro
2-3 g di sale fino
4 uova medie

per la crema
100 g di zucchero semolato
30 g di amido o fecola
300 ml di latte fresco
3 tuorli
(a piacere buccia di limone o vaniglia)
un cucchiaio raso di cioccolato amaro in polvere

Preparare la pasta delle zeppole sciogliendo il burro nell'acqua assieme al sale e portare a bollore. Aggiungere tutta d'un colpo la farina e togliere dal fuoco, mescolare vigorosamente fino ad avere una massa ben compatta e rimettere subito sul fuoco continuando a mescolare fino a quando non la pasta non inizi a sfrigolare.
A questo punto è bene lasciar raffreddare l'impasto, magari stendendolo su un piatto, fino a temperatura ambiente.
Non appena freddo, incorporare le uova uno alla volta, la consistenza finale deve essere quella di una pasta da bignè ma più solida.
Preriscaldate il forno a 220°C se avete la funzione di ventilazione, altrimenti a 240°C.
Con la sacca da pasticceria create delle ciambelle di circa 5-7 cm di diametro con un piccolo buco al centro.
Infornate e subito dopo abbassate la temperatura a 200°C (ventilato) o 220°C (statico) e seguite la cottura fino a che la pasta non sia gonfissima e ben dorata. Nella vostra cucina si diffonderà un odore squisito!

Nel frattempo preparate la crema e fatela raffreddare.

Quando sia la crema che le zeppole saranno fredde copritele di crema (al naturale) come in foto e a quel poco che avanzerà dalla farcitura aggiungete il cacao, con la sacca pulita completate la guarnizione con i ciuffetti scuri al cioccolato o se preferite, all'uso di Napoli, con una bella amarena sciroppata.
BUONISSIME! Quando le faccio ne mangio anche 8 in un giorno...


lunedì 18 luglio 2011


Malauguratamente il treno prima o poi nella vita lo prendiamo tutti e prima o poi tutti ci troviamo nelle comuni incresciose situazioni dovute alla mala gestione delle ferrovie.
Quando però oltre all’esagerazione si rasenta il ridicolo è bene sfogarsi!
Photobucket
Domenica, 17 luglio, vado a trovare i cari parenti in riviera. Decido di prendere il regionale che visto il prezzo odierno è uguale all’Eurostar del 2004 per la stessa tratta.
Partenza ore 9:24 arrivo due ore dopo. Vado in stazione col biglietto già fatto e vedo che il treno ha un’ora e mezza di ritardo. Vado al banco e chiedo di cambiare il biglietto con un ancor più caro eurostar pur di arrivare prima di pranzo dai parenti. La commessa mi dice che non ci posso fare nulla e che è tutto così (in ritardo). Le sue testuali parole dicevano che era colpa mia perché mi sono risolto tardi.
Ora, prendere un treno alle nove e mezza per un viaggio di 150 km ed un pranzo alle 13 vi sembra l’ultimo minuto?! A che ora sarei dovuto partire, alle 7 del mattino?!
Comunque, prendo un altro treno alle 10:15 che arriva puntuale ma si ferma nel bel mezzo del nulla, arrivo all’una meno un quarto. Appena in tempo per il pranzo.
Ovviamente l’aria condizionata non funzionava.

Ritorno. Il treno spacca il secondo, puntuale come non mai e addirittura con la climatizzazione in regola, peccato che 3 carrozze (si, tre!) fossero inagibili.
Per arrivare a Rimini ci impieghiamo 75 minuti contro i soliti 20-25 (ma 5 anni fa non servivano soo 10 minuti per lo stesso tragitto?!). Il treno è sovraffollato e non lo fanno partire, c’è troppa gente. La beffa, si spegne l’aria condizionata ed una ragazza si sente male, stiamo fermi in stazione per un’altra ora. Alle 19:20 si doveva essere a Bologna, mancano da percorrere invece solo due province…
In tutto ci ho messo quasi 4 ore di treno per un viaggio che doveva durarne 2 e che con lo stesso treno 5 anni prima ci volevano solo 90 minuti di viaggio. Bel lavoro, complimenti Trenitalia (anzi, Trenord adesso per quella tratta!) Davvero complimenti.

Summa della giornata: per un pranzo di 4 ore me ne sono fatte 8 di treno e ho pagato la stessa somma che avrei speso ad aver usato la macchina, gran vantaggio per davvero. Peccato non avere l'elicottero privato per queste distanze!

giovedì 7 luglio 2011

Tetti ECCO-logici per persone OCA-logiche

Dopo aver letto un interessante anche se incompleto articolo sulla rivista di una nota associazione di consumatori, ho avuto la conferma a non essere il solo essere senziente (anche se solo a tratti) ad essere contrario ai pannelli solari!
Ovviamente se avessi i 20000 euri da buttare (ed il tetto su cui mettere il pannello visto che in città è utopia con tutti i condomini) lo farei subito e lo farei per lo stesso motivo per il quale sono contrario alla cosa.

Veniamo al dunque: i pannelli solari sono venduti a prezzi di fatto “politici” e la (poca) elettricità che questi producono viene pesantemente sovvenzionata. Che cosa permette questi due incentivi all’installazione? Ovviamente le tasse sulla corrente elettrica che altri fessi pagano. Non crediate che lo stato italiano ci perda anche un solo centesimo…
Questi incentivi provengono dalla voce tariffaria A3 della bolletta elettrica ovvero “promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate”. Che sempre secondo la nota rivista salirà ancora del 3% dalla prossima bolletta!
Ogni anno con questa scusa vengono RUBATI due miliardi di euro! E per cosa? Per far si che ripagare un impianto fotovoltaico domestico o poco più risulti fattibile in 10-12 anni contro i 35-40 che altrimenti servirebbero in modo “naturale” ovvero solo col risparmio di corrente prodotta.

Sorge spontanea una domanda!

Questi pannelli sono davvero così ecologici? Fanno davvero bene alla madre terra? La mia risposta è MANCO PER UN CA##O!
Da notare che il 99% dei pannelli viene venduta con la regolare garanzia di due anni del venditore più quella del produttore che di solito va tra 1 e 3 anni. Più una stupidissima garanzia “sul rendimento” per 10 o 20 anni, ovvero vi garantiscono che dopo 20 anni il pannello solare produce almeno il tot. percento della resa iniziale. L’inverter che è la componente più sofisticata e che di solito si incasina a soffiarci sopra è garantita solitamente tra due e cinque anni ed è anche la componente più costosa, superando anche il prezzo dei singoli moduli del pannello solare.
Se l’aggeggio si rompe il vostro pannello solare diventa solo decorativo, quindi va cambiato o riparato subito.
Ma vogliamo anche parlare della durata fisica dei pannelli? Abbiamo detto che allo stato attuale perché il pannello si ripaghi occorrono 35-40 anni senza incentivi, bene. La durata media di un pannello è di appena 20 anni, quindi non ci arriva a ripagarsi.
E l’energia elettrica prodotta durante la sua vita utile? Siamo così sicuri che sia sufficiente a coprire la spesa energetica sostenuta per la produzione del pannello stesso, dell’inverter e quant’altro sia servito per la messa in opera del sistema?!

Non è meglio investire tutti quei soldi rubati ogni anno ai consumatori in qualcosa che funzioni davvero anziché fare referendum inutili e dannosi contro il nucleare quando all’ora in cui vi scrivo stiamo importando 6 megawatt (si, sei megawatt) di potenza dalle nucleari Francia e Svizzera? Oh, quei sei megawatt badate sono equivalenti a 4 centrali nucleari di media potenza continuamente in funzione ai dati di targa oppure se preferite essere eccologici o ocalogici ben 9.000 generatori eolici da 3 MW con un fattore di disponibilità 0,9 e capacità del 25%, valori medi per questo genere di impianti.

Quindi sono favorevole al fotovoltaico solo perché mi permette di rubare agli altri cittadini e risparmiare sulla mia elettricità.

Contrario al fotovoltaico perché non è affatto ecologico a differenza di quello che si possa credere!

giovedì 30 giugno 2011

Aria condizionata PARTE 2

Siccome è caldo mi rilasso scrivendo della cosa che mi manca di più di casa: il climatizzatore!
Non è che pensarci mi faccia sentire meglio, anzi è una forma insensata di masochismo perché solo col pensiero non c’è rischio di avere neppure un po’ di refrigerio.

Questo post è dedicato alle buone norme dell’aria condizionata, ahimè disattese dalla maggior parte delle persone, persino quelle che non rientrano totalmente nelle varie categorie di imbecilloidi!
Un decalogo o altre robe del genere sono di poco aiuto in quanto la maggior parte del danno è fatta al momento dell'installazione: sedicenti tecnici, idraulici, elettricisti e chicchessia si mettono ad installare condizionatori a prezzi più o meno pazzi come se si trattasse di avvitare una lampadina. Nulla di più sbagliato, persino i frigoristi seri fanno le puttanate di quando in quando!

Ne deduciamo subito la

regola n°1: far installare il condizionatore da una persona qualificata e farsi rilasciare il certificato di conformità dell’installazione e la fattura, altrimenti bye bye garanzia della casa produttrice! (PS: se vi propongono la manutenzione programmata a pagamento con sostituzione annuale del refrigerante o altre patacche annesse al circuito frigorifero oltre che al controllo del normale funzionamento vi stanno fregando bellamente, fate partire una denuncia! E vi assicuro che cose del genere capitano più spesso di quanto non si creda... proprio un mio amico ci è cascato questa settimana!)

Regola n°2: eseguire la manutenzione periodica secondo le istruzioni del produttore ed aggiungo io, se usate spesso il condizionatore pulite i filtri almeno un paio di volte al mese ed utilizzate la copertina protettiva per la motocondensente quando la tenete spenta per lungo tempo.

Regola n°3: chiudete quelle finestre! Il ricambio d’aria si fa prima di accendere il condizionatore, altrimenti cercare di raffreddare il balcone non ha proprio senso. Ci dovrebbe proprio essere una legge in tal senso e come pena prevedere l’impalamento! Idem per i negozi.

Consiglio n°4: non mettete la temperatura su livelli da glaciazione, costa di più ed il confort ne risente.

Consiglio n°5: non piazzate il condizionatore in un luogo dove arrivi il flusso freddo addosso a qualcuno.

Consiglio n°6: a fine stagione spegnete il condizionatore dall’interruttore sezionatore o staccate la spina, quando sono in stand-by questi apparecchi hanno lo stesso un certo consumo anche se basso.

Consiglio n°7: se non soggiornate in una stanza per più di una mezzora spegnete il condizionatore per evitare gli sprechi! 

Consiglio n°8: quando avete ospiti, accendete l’aria condizionata con largo anticipo per raffrescare adeguatamente l’ambiente ed abbassare l’umidità, considerando che ogni persona sono 500 btu in più per il clima, una festa è un bello sforzo! Tutti quanti ve ne saranno grati!

Consiglio n°9: a queste feste invitate anche me! E magari mi posso anche fermare a dormire al fresco ehehehhe ;) 

Aria condizionata PARTE 1

Col caldo mi passa la voglia di fare le cose e sprofondare nel più tranquillo coma ma proprio per in virtù di questo forzato rilassamento mentale e fisico mi vengono in mente pensieri che non mi toccherebbero neppure lontanamente durante la concentrazione invernale!
L’aria condizionata: ne sono un grande fan e quando sono a casa anche un grande utilizzatore.
Ed ho deciso di fare la mia buona azione quotidiana sfatando alcuni miti!

Il primo è quello che l’aria condizionata faccia male!
Questo è quello che direbbe un imbecilloide di prima categoria, uno di quelli che mettono il climatizzatore a 18°C durante una giornata con 35°C all’ombra, poi gli viene la bronchite ed è tutta colpa del condizionatore.
La seconda categoria a dire che il condizionatore fa male è quella del: “il filtro, cos’è il filtro?!” hanno il climatizzatore da un millennio e non hanno mai fatto la manutenzione periodica, indi per cui questo oltre a funzionare in modo meno che ottimale fa circolare tonnellate e tonnellate di polvere e muffe per casa… bella roba!
L’ultima categoria e più infida è quella dei “a me l’aria condizionata da fastidio” senza avere mai provato ad usare un condizionatore in modo regolare! Di solito sono una combinazione delle due categorie precedenti.

Il secondo mito è quello che il climatizzatore consumi uno sproposito.
Il condizionatore, persino quello cinese da 199 euri e 99 del supermercato, è una macchina piuttosto efficiente. Basti pensare che il consumo medio per le 500 “ore standard” di funzionamento di un apparecchio in classe A con EER 3,21 (il minimo per quella categoria) da 9000 btu (circa 2600 Watt/ora di raffrescamento) del tipo ON/OFF (sono quelli da 199 euri) ciuccia circa 410 kWh di corrente che corrispondono a circa 85 euri di spesa per un’intera stagione di condizionamento. Non mi pare una spesa letale!
Se poi si fa l’investimento di un condizionatore di marca (e qui preferisco non citare nessuno) di tipo inverter, si arrivano a consumi bassissimi, fino a 400-500 watt/ora per avere lo stesso raffreddamento. Quindi bollette ancor più ridotte (anche del 50%). Certo non costano 199 euri!

Il terzo mito è che si possa usare un solo condizionatore per un intero appartamento, una situazione del tipo: “la mia casa è da millemila metri quadri e ci metto un bel condizionatore da un miliardo di btu nel corridoio che mi raffredda tutto”: voi mettereste tutti i termosifoni in una sola stanza pensando di riscaldare la casa uniformemente?! Certo che no! Le altre stanze si raffredderanno (un poco) certamente a a passare dal corridoio si muore di freddo ogni volta ed il confort ne risente al massimo!

Il quarto mito è “dormire con l’aria condizionata fa male”.
A mio avviso è non dormire per il caldo a far male oppure stare sudati nella corrente di un ventilatore! Provate una notte di riposo con il clima a 26°C o 27°C che goduria e che relax e poi provate a mettervi di fronte ad un ventilatore e ne riparliamo quando fanno 34°C alle 4 del mattino!

Quinto mito (ed ultimo perché mi sono stancato!)
Migliore dell’aria condizionata è un ventilatore perché consuma poco e non fa male. Certo che i ventilatore consuma meno del condizionatore… quest’ultimo di ventilatori ne fa funzionare di solito almeno due più il compressore. Però non ti fa neppure venire i reumatismi per via della corrente di aria umida che ti lambisce mentre sei sudato e ci stai davanti! Solo uno scemo si fa sventilare da un condizionatore quando è sudato (e pure quando non lo è). Entrando in una stanza climatizzata non si devono battere i denti ma sentire via via che il calore corporeo ed il sudore spariscono gradualmente fino ad una sensazione di benessere! Quindi niente dita surgelate né reumatismi ma solo aria secca e fresca.

Per concludere poi voglio un po’ inveire contro tutti i commercianti e grandi magazzini che pur avendo l’aria condizionata a 18°C (così bassa come temperatura che in inverno il mio riscaldamento è regolato a 20°C… e porto il maglione) tengono le porte di ingresso aperte e si sente tutto questo freddo uscir fuori e disperso nell’ambiente.
Siccome in Italia la corrente costa poco ed è prodotta con fonti tutte rinnovabili mi pare ovvio che si possa fare, vero?!
Ma siamo scemi?!?!?!? Compriamo un puttanaio di energia nucleare da oltralpe e quella che ci facciamo in casa viene quasi tutta dalle fonti più lerce che ci sono: gas, olio e carbone! Proprio non ci rendiamo conto dello spreco! Se almeno la corrente costasse poco!

martedì 14 giugno 2011

Alla Rovescia!: Cooperativa Gran Illustri Lupi

Mi sono imbattuto in questo post a dir poco delizioso e lo riporto anche sul mio blog, tanto di cappello a chi lo ha scritto!


Alla Rovescia!: Cooperativa Gran Illustri Lupi: "Come la CGIL mi ha fatto astenere dal voto referendario.... Oggi sono andato in un posto vicino a casa dove facevano di un convegno trat..."



lunedì 30 maggio 2011

PRIMO PREMIO!

Yeahhhhh, ho vinto il primo premio alla gara di torte di Amnesty International!
La torta era davvero buonissima e quasi quasi me ne stupisco da solo, non avrei mai detto che l'accoppiata cioccolato e arancia (e quel "non so che" di amarena che ci ho messo) potessero fare un effetto del genere!

Mi ritengo molto molto molto soddisfatto! :)

A proposito, il nome definitivo della torta è stato "Babele di cioccolato" solo che qui, con un'unica torre tante lingue hanno incontrato lo stesso gusto anziché divergere hehehehe.

domenica 29 maggio 2011

GARA DI TORTE: abuso di cioccolato

Assemblamento dei pezzi! Fortuatamente quando si hanno le idee chiare non è difficile lavorare e con la testa dura che mi ritrovo lo schema era pronto da un mese, peccato però per un piccolo insignificante problema: l'esplosione (e siamo a tre) della sacca da pasticceria; non ce ne è una che regga e menomale che questa doveva essere "professionale"! Sicuramente non comprerò mai più un articolo con i bordi saldati ma solo in tessuto rivestito. Ho dovuto ripiegare su un sacchetto del freezer ed avvitarci la ghiera per i decori.


Primo passo (beh, dopo impasto e cottura e refrigerazione): il taglio delle basi. Semplice e veloce se sono fredde e come vedete senza versare neppure una briciola! Nella coppa invece c'è una torta che ho appositamente fatto a pezzi per essere triturata.

Secondo passo: farcitura degli strati. Se non fosse stato per la gara probabilmente metà della deliziosa crema sarebbe finita subito nel mio stomaco ;)

Terzo passo: (momento misterioso per mancanza di foto) glassatura dell'ultimo strato con cioccolato diluito con panna


Quarto passo: spalmare la crema sui lati e farvi aderire la torta extra precedentemente tritata 


Quinto passo: sovrapposizione due metà e decorazione, purtroppo un po' malamente per via dell'improvvisato succedaneo della sacca da pasticceria!


Passo finale: riuscire ad arrivare sani e salvi dall'altra parte della città senza arrecare danni irreparabili alla torta il cui peso complessivo supera quello di un bambino!

E secondo voi, questa ricetta come dovrà chiamarsi? Poliabuso di cioccolato, babele di cioccolato o ancora solamente "la torta"? :)

sabato 28 maggio 2011

Gara di torte! Secondo aggiornamento

 Ore 10:54

Fervono i preparativi per la gara di domani! La lavastoviglie è già partita due volte stamattina (così come il contatore... grazie Edison) e la prima base è già stata infornata: il profumo è inebriante.

  

Quelli che vedete qui sono gli ingredienti base della torta già amalgamati per ciascuna categoria, manca solo di partizionarli per le tre basi e col magico intervento del robot da cucina, impastarli a perfezione. 
Come si po' immaginare non posso svelare la composizione della mia torta perché la gara è alle porte e qualcuno potrebbe scaltramente scipparmi la ricetta :) ehhehehe. Sarebbe proprio il caso di dire gelosia portami via, altro che segreto industriale!

  Però, anche solo per dare un'idea delle dimensioni che prenderà la mia torta, guardate il confronto tra il panetto di burro "normale" e quello da 1 kg che ho usato io, c'è da rimanere abbagliati!